Cambiare sguardo: incontrare e integrare la diversità
Credo che per accogliere davvero l’altro sia necessario prima di tutto imparare a guardare con occhi nuovi chi vive una realtà diversa dalla nostra. Lavorare con la disabilità mi ha permesso di comprendere quanto ogni persona sia sempre molto più della propria diagnosi.
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Lavoro nel mondo delle relazioni d’aiuto dal 2015, quando ho iniziato come educatrice nelle scuole, accanto a ragazzi con difficoltà cognitive, relazionali o con vissuti familiari e sociali complessi. Ho poi collaborato con strutture, cooperative e associazioni che si occupano di disabilità, approfondendo in particolare lo spettro autistico.
Dal 2020 lavoro per Fondazione Allianz UMANA MENTE, la fondazione d’impresa del gruppo Allianz, che si occupa di progetti sociali rivolti a persone con disabilità e minori in condizioni di svantaggio. L’esperienza che più di tutte continua a formarmi è quella all’interno del progetto Hol4All, rivolto a famiglie con figli con disabilità grave, dove ricopro il ruolo di consulente psicologa. Questa preziosa possibilità mi permette di approfondire le dinamiche familiari e le ricadute emotive e relazionali legate alla disabilità.
Crescere e trovare Sé: percorsi di individuazione e cura
Adolescenza e giovane età adulta sono fasi in cui il bisogno di separarsi e definirsi può generare disorientamento e sofferenza. Nel mio lavoro mi interessa soprattutto accompagnare le persone a scoprire che non siamo condannati a ripetere ciò che abbiamo vissuto: esiste sempre la possibilità di riscrivere la propria storia, trasformando il dolore in consapevolezza e scelta.
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La curiosità verso il mondo dei preadolescenti e degli adolescenti ha sempre guidato le mie scelte lavorative e le mie passioni: dall’essere stata allenatrice di karate, babysitter e aiuto compiti durante gli anni del liceo, fino a diventare educatrice nelle scuole, un lavoro a cui devo ancora moltissimo.
Oggi trascorro gran parte delle mie giornate accanto a ragazzi e ragazze che incontro all’interno del progetto Dimissioni Protette presso l’Ospedale di Giussano – ASST Brianza, rivolto ad adolescenti con esordi psicopatologici. Qui svolgo il mio tirocinio di specializzazione in psicoterapia. In parallelo, collaboro con diverse scuole del territorio in progetti di prevenzione del rischio e promozione della salute mentale.
Il corpo come messaggio: decifrare e accogliere la sofferenza alimentare
Credo che i disturbi alimentari non parlino solo di cibo, ma di emozioni difficili da nominare, di bisogni non riconosciuti, di un’identità in costruzione che fatica a trovare spazio. In questi casi, il corpo diventa il canale privilegiato attraverso cui esprimere un disagio profondo, spesso invisibile.
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L’ambito dei disturbi alimentari è entrato nella mia professionalità proprio grazie agli adolescenti incontrati in studio privato, che mi hanno fatto avvicinare a una sintomatologia profondamente legata a questa fase della vita: il bisogno di separarsi, la difficoltà nel contattare le proprie emozioni, le fatiche relazionali. Nei disturbi alimentari, come talvolta nell’adolescenza stessa, il corpo diventa il linguaggio attraverso cui comunicare all’esterno un dolore che abita all’interno.
Da qui è nata la mia collaborazione con Corabea, un progetto dedicato alla presa in carico dei disturbi del comportamento alimentare, dove seguo pazienti tramite colloqui clinici online, lavorando in équipe con psicologi e nutrizionisti. Mi sono inoltre occupata dell’impatto dei disturbi alimentari anche a livello familiare come co-conduttrice di gruppi di ascolto per genitori presso l’Istituto Auxologico Italiano.
Condividere e partecipare: parlare per prendersi cura
Credo che parlare di salute mentale in modo accessibile sia un atto di cura e responsabilità. Significa aprire spazi di confronto, ridurre lo stigma, costruire consapevolezza. Per me, la divulgazione non è solo informazione, ma un modo per restituire alla psicologia il suo ruolo nella vita quotidiana, avvicinando le persone a sé stesse e agli altri.
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Ho approfondito il valore della comunicazione psicologica grazie alla collaborazione con Luca Mazzucchelli e il team di psicologi del BeMore Group, da cui ho imparato quanto sia importante usare i canali digitali per abbattere barriere e pregiudizi.
Porto avanti questa visione anche attraverso il lavoro con l’associazione MonteRock, con cui promuoviamo iniziative di sensibilizzazione sui temi del benessere psicologico, sia online che in spazi dedicati ai giovani.
Ho inoltre co-condotto un programma su HeyDJ Radio, dedicato alla figura dello psicologo, con l’obiettivo di aiutare le persone a comprendere meglio quando e come chiedere aiuto.
Sul mio profilo Instagram @unbeldilemma condivido riflessioni, pensieri e contenuti nati dal desiderio di condividere quanto apprendo grazie a questo mestiere. La salute mentale riguarda tutti e parlarne apre nuove possibilità.
